CHI SIAMO

 

   08-07-07

Home
CHI SIAMO
IL CARISMA
PENSIERI
RACCOLTA FOTO
LINK

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    Congregazione Fondata nel 1892

dalla Serva di Dio Madre M. Agostina di Gesù al secolo

(Ida Maria Vittoria Cassi).

Siamo presenti in

Italia - Sri Lanka - Rep. Democratica del Congo

Curia Generalizia

Via Cassia 1826 -  18 Km  00123 Roma (Rm)

0630891341 - 0630892079

Prospetto Attività:

Noviziato;

Programma di esercizi spirituali;

Accoglienza di vari  gruppi di preghiera, di pellegrini, convegni, ritiri ed esercizi spirituali;

Scuola dell'Infanzia ed Primaria, con aiuto finanziario per i più bisognosi;

Accoglienza e sostegno umanitario, morale e religioso agli extra comunitari;

Lavoro in stretto contatto con l’Unitalsi locale;

Animazione liturgica  e insegnamento del catechismo nella parrocchia di appartenenza;

Sostegno umanitario con generi di prima necessità per i più poveri della zona;

Con i gruppi A.M.A. “Amici di Madre Agostina” si realizzano progetti di aiuto umanitario, collette di viveri, si realizzano veglie di preghiera, come sostegno delle missioni dello SRI LANKA e AFRICA;

Collegamento con le famiglie per le adozioni a distanza;

Visite alle famiglie bisognose con sostegno Spirituale;

Assistenza volontaria ai malati terminali di Aids con sostegno Religioso.

 

Profilo biografico

                    Ida Maria Vittoria Cassi, in religione Suor Maria Agostina di Gesù, era nata il 17  marzo 1864 a Firenze da Pietro e Serafina Masi; ricevette in famiglia una solida educazione cristiana, completata dalla formazione che le venne impartita dalle Figlie di San Vincenzo dè Paoli presso le quali frequentò le scuole; ricevette il sacramento della Cresima il 28 luglio 1870. La morte quasi improvvisa del padre il 13 febbraio 1876 determinò lo sfaldamento della compagine famigliare; le sorelle della Serva di Dio si sposarono infatti giovanissime e la madre, sistemati i due figli maschi in collegio, si trasferì con Ida a Roma. Qui la giovane venne posta nell’educandato retto dalle Suore del Buono e Perpetuo Soccorso in via Merulana, dove terminò i suoi studi conseguendo la patente di maestra. Molto dotata dal punto di vista intellettuale ed umano, Ida si faceva notare anche per la profonda sensibilità religiosa che la portava, fin da bambina a commuoversi nel recitare i misteri dolorosi del Rosario, ad impegnarsi a non scusarsi mai anche se ingiustamente accusata, a manifestare un ardente amore per l’Eucaristia.

Il 2 agosto 1887 la Serva di Dio entrò come postulante fra le Suore del Patrocinio di San Giuseppe recentemente fondato dalla Serva di Dio madre Marie Joseph de Jésus morta a Roma nell’ottobre del 1884. Al momento della vestizione religiosa, il 24 ottobre 1887, prese il nome di Suor Agostina della Volontà di Dio; il 2 gennaio 1888 la Serva di Dio emise la prima professione.

         Subito dopo venne inviata a Montefalcione (AV) ad avviare come superiora e direttrice della scuola quella comunità, la prima che le suore del Patrocinio di San Giuseppe aprivano fuori Roma; con lei erano altre quattro suore tutte novizie. L’opera della Serva di Dio venne subito altamente apprezzata soprattutto nella scuola, nella catechesi, nella formazione delle giovani per le quali fondò l’Associazione delle Figlie di Maria. I giornali locali lodarono infatti l’impegno e la vitalità della “maestra fiorentina” che non si risparmiava per il bene dei suoi bambini e della popolazione che numerosa frequentava la casa delle suore per gli incontri di catechismo e di preghiera.

Il 24 settembre 1891 la Serva di Dio emise la professione perpetua.

         Nell’aprile del 1892 la Serva di Dio venne colpita in forma violenta da meningite cerebro-spinale e si ridusse in fin di vita; mentre tutta la popolazione pregava ed ormai si aspettava la sua morte, ebbe l’apparizione di Nostra Signora del S. Cuore, la cui statua era venerata nella parrocchia e in onore della quale la stessa suor M. Agostina aveva composto un inno. La testimonianza dei presenti riferisce che la giovane suora, postasi a sedere sul letto, conversava con qualcuno, mentre la stanza era inondata di luce. Suor M. Agostina Guarita miracolosamente, determinò la necessità che la Serva di Dio si recasse a conferire con l’arcivescovo di Benevento, il Card. Camillo Siciliano dei marchesi Di Rende, nella cui giurisdizione si trovava Montefalcione. Fu l’arcivescovo a chiarirle cosa volesse da lei la Madonna con l’espressione: “Consacrami delle figlie”: non altre giovani Figlie di Maria, come credeva suor M. Agostina, ma una nuova famiglia religiosa: le Figlie di N. Signora del S. Cuore.

         Rientrata a Montefalcione, sotto la guida di mons. Di Rende, Suor Maria Agostina, con il gruppo delle suore della comunità e due novizie che si erano unite a lei, dà vita a questa nuova famiglia religiosa che ha come fine precipuo quello di consacrare le giovani al S. Cuore di Gesù per mezzo del Cuore di Maria e di attendere a tutte le opere di misericordia, con particolare attenzione all’educazione dei bambini poveri, abbandonati ed orfani.

         Rapidamente il nuovo Istituto si consolida e si espande, assumendo la fisionomia di un istituto missionario: le suore sono in prima linea là dove la miseria ed il bisogno sono più pressanti, fra i poveri, in piccoli e lontani paesi, dove c’è bisogno della scuola, del laboratorio per le donne e le ragazze, del servizio agli ammalati, ai mendicanti, ai vecchi abbandonati, ai malati di mente, ai bambini dei brefotrofi, agli orfani. Piccole comunità che vivono fra la gente, si accontentano di case date loro dalle amministrazioni parrocchiali e comunali, pronte a lasciare tutto quando il loro servizio non è più richiesto per ricominciare da un’altra parte con lo stesso slancio. La comunità accoglie come postulanti anche ragazze orfane, povere ed ignoranti che madre M. Agostina ama con vero cuore di madre, educa ed istruisce.

         Nel giro di pochi anni l’Istituto conta 170 suore operanti in 39 case in 22 diocesi in gran parte dell’Italia del Sud; con il trasferimento, nel 1892, della casa madre da Montefalcione a Palma Campania, la responsabilità della Congregazione era passata a mons. Agnello Renzullo, vescovo di Nola che, nel 1904, aveva elaborato, con l’aiuto della Serva di Dio, le prime Regole dell’Istituto.

         La Serva di Dio il 21 giugno 1918 dovette dimettersi dall’incarico di superiora generale e ritirarsi nella casa di Varlungo, presso Firenze, dove si dedicò all’insegnamento e alla cura degli orfani della Guerra; più di sessanta religiose, non accettando le disposizioni del Visitatore che chiuse diverse comunità, abbandonarono l’Istituto; alcune case, anche fiorenti, vennero chiuse. Il Santo Padre Benedetto XV con decreto lasciava alla Madre Cassi di conservare ad honorem il titolo di Madre Generale Emerita.

         La Serva di Dio visse gli ultimi tre anni a Varlungo nel silenzio, nel servizio agli orfani, nella solitudine.

         Profondamente stimata dal Card. Mistrangelo, Arcivescovo di Firenze, sotto la cui diretta giurisdizione era passata la casa di Varlungo, la Serva di Dio lavorò fra gli orfani fino all’ultimo giorno della vita; l’8 luglio 1921, come aveva predetto una settimana prima durante la solenne processione del Corpus Domini, improvvisamente morì per congestione cerebrale ad appena 56 anni.

Sepolta nel cimitero di Settignano (FI) e profondamente rimpianta dalle suore che avevano continuato a considerarla madre e fondatrice, la Serva di Dio, il 26 novembre 1955, venne traslata nella cappella della casa generalizia in Roma ove trovò definitiva sistemazione a sinistra dell'altare entrando in chiesa.

 

La Preghiera del Santo Padre Giovanni Paolo II

A questo scopo S. S. Giovanni Paolo II, nell’Udienza Generale del 13 Maggio 1992, formulava una specifica preghiera: “O MADRE DI DIO, INTERCEDI PER LE RELIGIOSE FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE, ACCOMPAGNA IL LORO CAMMINO SECONDO IL CARISMA DELLA LORO FONDATRICE”.E ci incalzava con un pressante invito: CARISSIME, è QUESTO IL MOMENTO PROPIZIO PER RINNOVARE E APPROFONDIRE LA VOSTRA RISPOSTA DI PIENA DONAZIONE ALLA MISSIONE CHE IL SIGNORE VI HA AFFIDATO. EGLI VOLLE CHE LA VITA DI SUOR AGOSTINA CASSI, DIVENISSE UNA FECONDA TESTIMONIANZA DI SERVIZIO AI PIù BISOGNOSI (...)”.

Approfondire il carisma, dunque. Quello promosso dalla intelligente e coraggiosa educatrice che, pur operando in tempi e luoghi che non lasciavano alla donna grandi spazi d’iniziativa, fu capace di guadagnare alla Chiesa la stima di eminenti personalità, oltre alla gratitudine e all’affetto di umili popolazioni del sud e del centro Italia alle quali inviava l’efficiente e amorosa solidarietà del suo Istituto. Con questa famiglia religiosa, concepita come “truppa di pronto intervento”, che la seguiva trovandola sempre in prima linea, nonostante le sue innumerevoli malattie, Madre Agostina arrivava ovunque ci fosse bisogno. Attuava ciò che scriveva, scriveva ciò che attuava. Era un esempio di quella che lei chiamava “la donna al suo posto”. Quale posto? Quello che il cristianesimo riconosce alla donna e che Madre Agostina descriveva in uno dei pochi ma sostanziosi discorsi pervenutici:“La donna, specialmente cattolica, la troverete fedele consorte all’uomo e madre edificante, sollecita della sua prole; se poi religiosa, oh! allora voi la troverete dappertutto, sempre lesta al sollievo della umanità languente e dove vi sia una lacrima da asciugare.” (Dalla conferenza tenuta a Durazzano, nel novembre 1908). Questa descrizione corrisponde al programma di apostolato à tutto campò indicato e concretizzato dalla Serva di Dio aprendo, nel corso di una trentina di anni, una quarantina di comunità, anche se spesso piccole e in situazioni precarie, coinvolgendo soprattutto ragazze povere e offrendo loro la possibilità di vivere una vita di grandi sacrifici, ma da spose e collaboratrici di Cristo. Cosa prometteva Madre Agostina alle sue Figlie? Le Beatitudini. E le specificava così, in una singolare ed efficace versione per la vita religiosa:“Le beatitudini delle monache sono otto: Essere umile. Essere contraddetta. Essere ripresa. Essere castigata. Essere dimenticata. Essere l’ultima di tutte. Essere abbandonata. Non ottenere cosa alcuna che domanda.” (Santa Regola, Appendice). D’altra parte, questo prezzo non è certo alto se rapportato al dono della vocazione e consacrazione religiosa. Così scriveva la serva di Dio a Suor Virginia per prepararla alla consacrazione religiosa:“Un Dio si dona tutto a te, sicché donati tutta a Lui, e fa che Gesù trovi in te il vero olocausto che sa tutta immolarsi per il suo amore, onde procurargli tutta la sua gloria. Dolce legame che unisce il cuore di un Dio ad una creatura. Che guadagno! Che felicità senza pari! Che bella meditazione, un Dio unito ad una creatura, ad un verme della terra. Un Dio al cui cospetto tremano gli angeli ed ammette noi alla confidenza di sue spose”. Di questa sposa di Cristo, quale appare con evidenza Madre Maria Agostina di Gesù, il 17 marzo 2000 si celebra la Chiusura del Processo Informativo sulla vita, le virtù e la fama di santità. La solenne cerimonia, per la quale è stato scelto il giorno anniversario della nascita della Serva di Dio, è presenziata da S. Ecc. Rev.ma Mons. Antonio Buoncristiani nella Cattedrale della Diocesi di Porto - S. Rufina. Per le Figlie di N. Signora del S. Cuore, questa è una grande occasione per condividere la gioia di appartenere alla famiglia religiosa fondata dalla Serva di Dio per sovvenire con pronta disponibilità, da buone samaritane, ad ogni genere di necessità specialmente dei più emarginati. Voglia, il Signore, che una maggiore conoscenza delle creature più fedeli al Vangelo possa apportare nuovo ossigeno di Carità a questa umanità che ne ha tanto bisogno. Voglia, il Signore proporre alla Chiesa colei che, per dovere di gratitudine e per convinzione, ci sta già tanto a cuore.

Scrivono:

Sac. Luigi D'Anna

Preposito Curato - Profilo Bibliografico di Suor Maria Agostina di Gesù. 1953

Padre Giuseppe Buono

Una Storia di Profilo. 1981

Prof. Fausto Baldassarre

La Forestiera (Ida Cassi). 1993

Padre Enrico Lombardi

La Maestra di Varlungo (Madre Agostina di Gesù). 1997

Dott.ssa Francesca Consolini

prosanti@iol.it

Postulatrice della causa di Beatificationi et Canonizationis Congregatio de Causis Sanctorum

Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis.  P. N. 1932 - 2003

Jobel

Film Mistica Colomba - schegge di storia della Serva di Dio - Girato nel 2003

Cav. Massimo Milani

Il Lungo cammino di Madre Cassi - 2005

Una Suora chiamata Madre - 2007

 

Home | CHI SIAMO | IL CARISMA | PENSIERI | RACCOLTA FOTO | LINK

Ultimo aggiornamento: 08-07-07