Congregazione Fondata nel 1892
dalla Serva di Dio Madre M. Agostina
di Gesù al secolo
(Ida Maria Vittoria Cassi).
Siamo presenti in
Italia - Sri
Lanka - Rep. Democratica del Congo
Curia Generalizia
Via Cassia 1826 - 18 Km 00123 Roma (Rm)
0630891341 -
0630892079
Prospetto Attività:
Noviziato;
Programma di esercizi
spirituali;
Accoglienza di vari
gruppi di preghiera, di pellegrini, convegni, ritiri ed esercizi
spirituali;
Scuola dell'Infanzia ed
Primaria, con aiuto finanziario per i più bisognosi;
Accoglienza e
sostegno umanitario, morale e religioso agli extra comunitari;
Lavoro in stretto
contatto con l’Unitalsi locale;
A
nimazione
liturgica e insegnamento del catechismo nella parrocchia di appartenenza;
Sostegno umanitario
con generi di prima necessità per i più poveri della zona;
Con i gruppi A.M.A. “Amici di Madre Agostina”
si realizzano progetti di aiuto umanitario, collette di viveri, si realizzano veglie di
preghiera, come sostegno delle missioni
dello SRI LANKA e AFRICA;
Collegamento con le
famiglie per le adozioni a distanza;
Visite alle famiglie
bisognose con sostegno Spirituale;
Assistenza volontaria
ai malati terminali di Aids con sostegno Religioso.
Profilo biografico
Ida
Maria Vittoria Cassi, in religione Suor Maria Agostina di Gesù, era nata il
17 marzo
1864 a Firenze
da Pietro e Serafina Masi; ricevette in famiglia una solida educazione
cristiana, completata dalla formazione che le venne impartita dalle Figlie
di San Vincenzo dè Paoli presso le quali frequentò le scuole; ricevette il
sacramento della Cresima il
28 luglio
1870. La morte
quasi improvvisa del padre il
13 febbraio
1876 determinò
lo sfaldamento della compagine famigliare; le sorelle della Serva di Dio si
sposarono infatti giovanissime e la madre, sistemati i due figli maschi in
collegio, si trasferì con Ida a Roma. Qui la giovane venne posta
nell’educandato retto dalle Suore del Buono e Perpetuo Soccorso in via
Merulana, dove terminò i suoi studi conseguendo la patente di maestra. Molto
dotata dal punto di vista intellettuale ed umano, Ida si faceva notare anche
per la profonda sensibilità religiosa che la portava, fin da bambina a
commuoversi nel recitare i misteri dolorosi del Rosario, ad impegnarsi a non
scusarsi mai anche se ingiustamente accusata, a manifestare un ardente amore
per l’Eucaristia.
Il
2 agosto
1887 la Serva
di Dio entrò come postulante fra le Suore del Patrocinio di San Giuseppe
recentemente fondato dalla Serva di Dio madre Marie Joseph de Jésus morta a
Roma nell’ottobre del
1884. Al
momento della vestizione religiosa, il
24 ottobre
1887, prese il
nome di Suor Agostina della Volontà di Dio; il
2 gennaio
1888 la Serva
di Dio emise la prima professione.
Subito dopo venne inviata a
Montefalcione (AV) ad avviare come superiora e direttrice della scuola quella
comunità, la prima che le suore del Patrocinio di San Giuseppe aprivano
fuori Roma; con lei erano altre quattro suore tutte novizie. L’opera della
Serva di Dio venne subito altamente apprezzata soprattutto nella scuola,
nella catechesi, nella formazione delle giovani per le quali fondò
l’Associazione delle Figlie di Maria. I giornali locali lodarono infatti
l’impegno e la vitalità della “maestra fiorentina” che non si risparmiava
per il bene dei suoi bambini e della popolazione che numerosa frequentava la
casa delle suore per gli incontri di catechismo e di preghiera.
Il
24 settembre
1891 la Serva
di Dio emise la professione perpetua.
Nell’aprile del
1892 la Serva
di Dio venne colpita in forma violenta da meningite cerebro-spinale
e si ridusse in fin di vita; mentre tutta la popolazione pregava ed ormai si
aspettava la sua morte, ebbe l’apparizione di Nostra Signora del S.
Cuore, la cui statua era venerata nella parrocchia e in onore della
quale la stessa suor M. Agostina aveva composto un inno. La testimonianza
dei presenti riferisce che la giovane suora, postasi a sedere sul letto,
conversava con qualcuno, mentre la stanza era inondata di luce. Suor M.
Agostina Guarita miracolosamente, determinò la necessità che la Serva di Dio
si recasse a conferire con l’arcivescovo di Benevento, il Card. Camillo
Siciliano dei marchesi Di Rende, nella cui giurisdizione si trovava
Montefalcione. Fu l’arcivescovo a chiarirle cosa volesse da lei la Madonna
con l’espressione: “Consacrami delle figlie”: non altre
giovani Figlie di Maria, come credeva suor M. Agostina, ma una nuova
famiglia religiosa: le Figlie di N. Signora del S. Cuore.
Rientrata a Montefalcione, sotto la
guida di mons. Di Rende, Suor Maria Agostina, con il gruppo delle suore
della comunità e due novizie che si erano unite a lei, dà vita a questa
nuova famiglia religiosa che ha come fine precipuo quello di consacrare le
giovani al S. Cuore di Gesù per mezzo del Cuore di Maria e di attendere a
tutte le opere di misericordia, con particolare attenzione all’educazione
dei bambini poveri, abbandonati ed orfani.
Rapidamente il nuovo Istituto si
consolida e si espande, assumendo la fisionomia di un istituto missionario:
le suore sono in prima linea là dove la miseria ed il bisogno sono più
pressanti, fra i poveri, in piccoli e lontani paesi, dove c’è bisogno della
scuola, del laboratorio per le donne e le ragazze, del servizio agli
ammalati, ai mendicanti, ai vecchi abbandonati, ai malati di mente, ai
bambini dei brefotrofi, agli orfani. Piccole comunità che vivono fra la
gente, si accontentano di case date loro dalle amministrazioni parrocchiali
e comunali, pronte a lasciare tutto quando il loro servizio non è più
richiesto per ricominciare da un’altra parte con lo stesso slancio. La
comunità accoglie come postulanti anche ragazze orfane, povere ed ignoranti
che madre M. Agostina ama con vero cuore di madre, educa ed istruisce.
Nel giro di pochi anni l’Istituto
conta
170 suore
operanti in
39 case in
22 diocesi in
gran parte dell’Italia del Sud; con il trasferimento, nel
1892, della
casa madre da Montefalcione a Palma Campania, la responsabilità della
Congregazione era passata a mons. Agnello Renzullo, vescovo di Nola che, nel
1904, aveva
elaborato, con l’aiuto della Serva di Dio, le prime Regole dell’Istituto.
La Serva di Dio il
21 giugno
1918 dovette
dimettersi dall’incarico di superiora generale e ritirarsi nella casa di
Varlungo, presso Firenze, dove si dedicò all’insegnamento e alla cura degli
orfani della Guerra; più di sessanta religiose, non accettando le
disposizioni del Visitatore che chiuse diverse comunità, abbandonarono
l’Istituto; alcune case, anche fiorenti, vennero chiuse. Il Santo Padre
Benedetto XV con decreto
lasciava alla Madre Cassi di
conservare ad honorem il titolo di Madre Generale Emerita.
La Serva di Dio visse gli ultimi
tre anni a Varlungo nel silenzio, nel servizio agli orfani, nella
solitudine.
Profondamente stimata dal Card.
Mistrangelo, Arcivescovo di Firenze, sotto la cui diretta giurisdizione era
passata la casa di Varlungo, la Serva di Dio lavorò fra gli orfani fino
all’ultimo giorno della vita; l’8
luglio
1921, come
aveva predetto una settimana prima durante la solenne processione del Corpus
Domini, improvvisamente morì per congestione cerebrale ad appena
56 anni.
Sepolta nel cimitero di Settignano (FI) e
profondamente rimpianta dalle suore che avevano continuato a considerarla
madre e fondatrice, la Serva di Dio, il
26 novembre
1955, venne
traslata nella cappella della casa generalizia in Roma ove trovò definitiva
sistemazione a sinistra dell'altare entrando in chiesa.
La Preghiera
del Santo Padre Giovanni Paolo II
A questo scopo S. S.
Giovanni Paolo II, nell’Udienza Generale del 13 Maggio 1992, formulava una
specifica preghiera: “O MADRE DI
DIO, INTERCEDI PER LE RELIGIOSE FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE,
ACCOMPAGNA IL LORO CAMMINO SECONDO IL CARISMA DELLA LORO FONDATRICE”.E
ci incalzava con un pressante invito: “CARISSIME,
è QUESTO IL MOMENTO PROPIZIO
PER RINNOVARE E APPROFONDIRE LA VOSTRA RISPOSTA DI PIENA DONAZIONE ALLA
MISSIONE CHE IL SIGNORE VI HA AFFIDATO. EGLI VOLLE CHE LA VITA DI SUOR
AGOSTINA CASSI, DIVENISSE UNA FECONDA TESTIMONIANZA DI SERVIZIO AI PIù
BISOGNOSI (...)”.

Approfondire il carisma, dunque. Quello promosso dalla intelligente e
coraggiosa educatrice che, pur operando in tempi e luoghi che non lasciavano
alla donna grandi spazi d’iniziativa, fu capace di guadagnare alla Chiesa la
stima di eminenti personalità, oltre alla gratitudine e all’affetto di umili
popolazioni del sud e del centro Italia alle quali inviava l’efficiente e
amorosa solidarietà del suo Istituto. Con questa famiglia religiosa,
concepita come “truppa di pronto intervento”, che la seguiva trovandola
sempre in prima linea, nonostante le sue innumerevoli malattie, Madre
Agostina arrivava ovunque ci fosse bisogno. Attuava ciò che scriveva,
scriveva ciò che attuava. Era un esempio di quella che lei chiamava
“la donna al suo posto”. Quale
posto? Quello che il cristianesimo riconosce alla donna e che Madre Agostina
descriveva in uno dei pochi ma sostanziosi discorsi pervenutici:“La donna,
specialmente cattolica, la troverete fedele consorte all’uomo e madre
edificante, sollecita della sua prole; se poi religiosa, oh! allora voi la
troverete dappertutto, sempre lesta al sollievo della umanità languente e
dove vi sia una lacrima da asciugare.” (Dalla conferenza tenuta a
Durazzano, nel novembre 1908). Questa descrizione corrisponde al
programma di apostolato à tutto campò indicato e concretizzato dalla Serva
di Dio aprendo, nel corso di una trentina di anni, una quarantina di
comunità, anche se spesso piccole e in situazioni precarie, coinvolgendo
soprattutto ragazze povere e offrendo loro la possibilità di vivere una vita
di grandi sacrifici, ma da spose e collaboratrici di Cristo. Cosa prometteva
Madre Agostina alle sue Figlie? Le Beatitudini. E le specificava così, in
una singolare ed efficace versione per la vita religiosa:“Le beatitudini
delle monache sono otto: Essere umile. Essere contraddetta. Essere ripresa.
Essere castigata. Essere dimenticata. Essere l’ultima di tutte. Essere
abbandonata. Non ottenere cosa alcuna che domanda.” (Santa Regola,
Appendice). D’altra parte, questo prezzo non è certo alto se
rapportato al dono della vocazione e consacrazione religiosa. Così scriveva
la serva di Dio a Suor Virginia per prepararla alla consacrazione
religiosa:“Un Dio si dona tutto a te, sicché donati tutta a Lui, e fa che
Gesù trovi in te il vero olocausto che sa tutta immolarsi per il suo amore,
onde procurargli tutta la sua gloria. Dolce legame che unisce il cuore di un
Dio ad una creatura. Che guadagno! Che felicità senza pari! Che bella
meditazione, un Dio unito ad una creatura, ad un verme della terra. Un Dio
al cui cospetto tremano gli angeli ed ammette noi alla confidenza di sue
spose”. Di questa sposa di Cristo, quale appare con evidenza Madre Maria
Agostina di Gesù, il 17 marzo 2000 si celebra la Chiusura del Processo
Informativo sulla vita, le virtù e la fama di santità. La solenne cerimonia,
per la quale è stato scelto il giorno anniversario della nascita della Serva
di Dio, è presenziata da S. Ecc. Rev.ma Mons. Antonio Buoncristiani nella
Cattedrale della Diocesi di Porto
-
S. Rufina. Per
le Figlie di N. Signora del S. Cuore, questa è una grande occasione per
condividere la gioia di appartenere alla famiglia religiosa fondata dalla
Serva di Dio per sovvenire con pronta disponibilità, da buone samaritane, ad
ogni genere di necessità specialmente dei più emarginati. Voglia, il
Signore, che una maggiore conoscenza delle creature più fedeli al Vangelo
possa apportare nuovo ossigeno di Carità a questa umanità che ne ha tanto
bisogno. Voglia, il Signore proporre alla Chiesa colei che, per dovere di
gratitudine e per convinzione, ci sta già tanto a cuore.
Scrivono:
Sac. Luigi D'Anna
Preposito Curato -
Profilo Bibliografico di Suor Maria Agostina di Gesù. 1953
Padre Giuseppe Buono
Una Storia di
Profilo. 1981
Prof. Fausto Baldassarre
La
Forestiera (Ida Cassi). 1993
Padre Enrico Lombardi
La Maestra di
Varlungo (Madre Agostina di Gesù). 1997
Dott.ssa Francesca Consolini
prosanti@iol.it
Postulatrice della causa di
Beatificationi et Canonizationis Congregatio
de Causis Sanctorum
Positio super vita, virtutibus et fama
sanctitatis. P. N. 1932 - 2003
Jobel
Film Mistica Colomba - schegge
di storia della Serva di Dio - Girato nel 2003
Cav. Massimo Milani
Il Lungo cammino di
Madre Cassi -
2005
Una Suora
chiamata Madre - 2007