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della Serva di Dio Madre M. Agostina di Gesu'

08-07-07

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Ecco il mio Testamento d’Amore

Fedelta'  amore  sacrificio

Lo specchio della  nostra anima deve rispecchiare l'anima  bella e candida della Madre Fondatrice che, innamorata dello Sposo Celeste, pensava di inculcare nell’animo delle sue Figlie lo spirito di apostolato, di maternità spirituale, di preghiera e di assoluto abbandono in Dio”.

Affrontare le esigenze del mondo contemporaneo con lo stesso spirito con il quale le affrontò madre Agostina, formare in noi questo spirito; formare in noi una forte “maternità spirituale” che si rivolga di preferenza ai più poveri e ai più deboli; agire con lo stesso spirito missionario di carità che animò e sostenne la Fondatrice; sia per noi un mezzo privilegiato per imparare ed assimilare questo spirito.

Essere Ostie viventi, “mistiche colombe, che aleggianti intorno al Ciborio viventi in Dio, con Dio e per Iddio, portare ovunque le insegne di vere Spose di Gesù”; quindi, come Gesù Eucaristia,  sia fatto il Tuo Olocausto, offerta silenziosa, presenza nascosta e viva.

“La tua Agostinella è qui”, sicura di ottenere quanto aveva chiesto. Parole di grande confidenza con Dio, mettiamoci alla sua completa umanità, dicendo io sono qui o mio Signore fa di me quello che Tu credi sia utile.  La pietà eucaristica, si rafforzi durante la  vita che io dedico a Te.

“Nascere nel Cuor di Dio e quivi crescere e morire; uscire da questo Cuore per guadagnargli anime e rientrarvi per condurre a Lui le sue conquiste”: quindi solo se si diventa Ostie viventi, olocausti, si guadagnano anime al Cuore di Dio. Tre verbi all'infinito, che richiamano tre esperienze   universali:   il  "nascere",    il  "crescere"   e  il  " morire".    Tre verbi presentati per vivere non  da orfani, disorientati e abbandonati a se stessi, ma sicuri e felici nel Cuore di Dio.

“Avere unicamente di  mira, mediante l’annientamento di se stessa, la sola gloria di Dio e la santificazione delle anime”. Al momento della professione, e dei voti, porremo sul petto il gran suggello del tuo amore: un cuore d’argento che denota il Tuo programma, cioè un cuor solo ed un’anima sola col Cuor di Gesù”.

La trasmissione di poche parole, è significativa e profonda qualora queste parole sono esaltazione dentro di noi, è una consegna molto semplice, per  tracciare il cammino di una vita da trasmettere di generazione in generazione: “Amore, fedeltà, sacrificio”.

“Nel guardare dentro di noi si deve a così dire, non correre, ma, sulle ali dell’amore, volare nella via della perfezione e confermarsi ogni ora più nella vita interiore, nell’abnegazione, nello spirito di sacrificio faticando senza riposo, soffrendo eroicamente, guadagnare anime a Cristo.  Non si deve soccombere, no, ma immolarsi continuamente, dover offrirsi ad ogni ora vittima di carità al Cuore del suo Signore, finché non sia giunto per noi l’istante del supremo olocausto, nel quale compirà l’ultima immolazione”.

“Alla tua vocazione rispondi, o figlia, col farti santa, unico scopo della giovinetta che si dà a Dio. Alla religiosa Dio non chiede una vita semplice e comune, ma uno stato di perfezione e che la virtù sia esercitata al sommo grado”. Niente vie di mezzo, ma l’ideale di una donazione totale, assoluta, proprio quella che le anime giovani sanno dare di se stesse.

Anche il servizio più umile e nascosto, come quello di accudire un malato o una persona anziana, trova una sublimazione di amore che invita a non fermarsi sull’aspetto umano del sofferente, ma ad andare sempre oltre, ad arrivare al Cuore di Gesù; Madre Agostina Ricorda “Figlia, sii buona: il tuo ufficio è nobile: servire Gesù infermo. Sii dunque l’angelo tutelare di coloro che soffrono e la benedizione del Cielo sarà  con te e il Paradiso assicurato”.

Io vi ho Amato come una Mamma, ma ricorda  che dovrete agire solo per Dio, fare contento Lui solo; ci sono anime da salvare e tanto bene da operare. Ricordando:  Contento Lui contenti Tutti

“Se il Signore vi tolse la Madre – sappiate, mie care, che in me, ne avrete un'altra affettuosa e premurosa al pari della vostra io aspiro solo alla vostra vera felicità. Sì, figlie, fatevi sante ed io non vi risparmierò tutti i mezzi necessari per ottenerlo e sarete le persone più felice di questo mondo”.

Tutto passa. Tutto finisce. L’eternità non finisce mai. Dio sia sempre il tuo tutto, ora e sempre”. “Che la Madonna ti faccia santa”, diceva Madre Agostina, dopo aver esortato a compiere bene il proprio compito.

Queste parole vanno lette pensando all’esperienza amarissima che la Madre stava già vivendo e che, intelligente come era, prevedeva di dover vivere e consumare fino alle estreme conseguenze:  Soffrendo in silenzio, con rassegnazione; eccone il mezzo: unico vostro studio sia il Crocifisso. A questa sublime scuola imparate ad imitare Gesù nella via dei disprezzi, dei patimenti che devono essere il nostro retaggio. Sì, Gesù Crocifisso sia il vostro modello, il vostro specchio e in tutto dite: Come avrebbe operato Gesù?

Per formarci e vivere  profondamente unite a Dio; Madre Agostina ci invita, e non possiamo fare a meno di rileggere quel che ella scrive “dopo di aver lungamente pregato”; parole che vanno  lette alla luce di quello che la Fondatrice vive e sta vivendo;

Mie buone Figlie, nel silenzio vi dirigo due parole. A che veniste in religione? Per farvi sante: ecco il fine per cui foste chiamate. Questa è la risposta che mi avreste data se ero vicina a Voi. Ebbene, o Figlie, fatevi sante, operando unicamente per Iddio. E’ Lui che dobbiamo contentare e, contento Lui, contenti tutti.

Bisogna trasmettere cose tanto semplici, ma buone, sentimenti e desideri grandi, desideri di santità: “Pensa spesso che in quest’ostia c’è Gesù, il nostro Sposo che dovrà farci essere felici per un’eternità. Ricorri a Lui in tutti i tuoi bisogni. E fa che Egli sia il tuo tutto. Pensa, o figlia, che tutto è vanità, eccetto amare Iddio e servire a Lui solo.

“La mia vita è un viaggio continuo”, ma un viaggio verso Dio in compagnia di Gesù.

Nelle sofferenze: e che cosa non ha sofferto Gesù per noi? Nelle opere di carità in sollievo delle anime, ripetete: Queste anime costano a Gesù tutto il suo sangue, la sua vita stessa; dunque zelo per la salvezza delle anime. Chiudo questa mia col darvi cinque ricordi:

-  Dio presente in tutto

-  Retta intenzione nell’operare

-  Il Crocifisso nostro modello

-  Operare, soffrire e tacere sia il nostro studio principale

-  Prendete Maria Santissima per vostra Maestra delle Novizie, amatela, imitatene le virtù.

 

Eccoti le mie mani che intendo crocifiggere lavorando unicamente per Te: I miei piedi camminando solo per dare piacere a Te per  procurare la Tua gloria. Eccoti il mio capo affinché sia coronato sempre da pensieri umili di rette intenzioni nell’operare, dello spirito di fede, della presenza continua di Dio”.

 

Eccoti il mio corpo o Gesù, che d’ora in avanti voglio spiritualmente flagellare mortificare continuamente i sensi, e reprimendone a preferenza la collera, ed i risentimenti ancor leggieri, onde, morire a me stessa, e così acquistare l’uguaglianza di carattere; virtù propria delle anime che si consacrano a te.

 

Sì, o Gesù, io mi presento a te qual nuda croce spoglia di tutto affinché tu possa infliggere su di essa le tue stimmate e crocifiggermi fortemente sulla croce con te sì fino alla morte.

 

Ogni giorno nella gioia della Pasqua che si rinnova nell’Eucaristia che le  dà la forza di riprendere il cammino. Un silenzio che diventa offerta per la salvezza delle anime: Io pure o Gesù mio, a tuo esempio a preferenza tacerò sempre; quando, sarò accusata innocentemente ripetendo a me stessa.  Egli lo sa e mi ama. intendo dirti che mi basta che tu sappia che io sono innocente; intendo ripeterti; che tu tacesti per mio amore, è pur giusto dunque che io in silenzio soffra per amor tuo.

 

Dalla pace raccolta della Grotta di Betlemme, fino alla via dolora che conduce al Calvario ed alla Croce, la Figlia di N. Signora del S. Cuore cammina vicino a Gesù: gioisce con Lui per le anime salvate; da lui impara l’umiltà ed il nascondimento; si china come Lui e con Lui ad accogliere i bambini, a curare i malati, a confortare chi soffre; e con Gesù accetta la sofferenza, l’abbandono, la Croce; con Gesù risorge.

 

Non credo sia inutile ricordarci la necessità della preghiera e nel continuo ricorso a Dio in ogni vostro passo e movimento.

 

“Alla tua vocazione rispondi, o figlia, col farti santa, unico scopo di una giovinetta che si dà a Dio.

 

Dalla religiosa, Dio non richiede una vita semplice e comune, ma uno stato di perfezione e che la virtù sia esercitata al sommo grado.

 

Ti esorto a ciò e sì facendo sarai felice con l’esercizio eroico delle virtù".

 

“Dentro ad una borsettina con l’immagine tua, ed in qualsiasi occasione stringendoti ripeterò: Gesù guardami, Gesù aiutami, Gesù mio offro tutto a te”.

 

Ricordiamo sempre chi siamo, doniamoci a Lui.

 

Davanti a Gesù si passano ore felicissime perché ivi si prega, si adora e si ama.

 

Dio sia sempre il tuo tutto ora e sempre.

 

Ripeterò spesso: sulla terra per me non esiste altri che Dio e Io, Io e Dio.

 

Una Figlia di Nostra Signora del Sacro Cuore deve essere l’impronta vivente della carità Divina che opera.

 

Ai piedi della Croce offro tutta me stessa.

 

Il lavoro il tuo diritto. L’esame di coscienza il tuo libro.

 

Voglio piangere, ma piangere sul tuo cuore.

 

Nacqui per Te, ora torno da Te, per non separarmi mai più.

 

Tu Tacesti per mio amore, è pur giusto dunque che io in silenzio soffra per amor tuo.

 

Ebbene Gesù facciamo lo scambio della volontà io ti do la mia e tu dammi la tua in modo che possa  rispondere a me stessa, domandandomi che cosa fai? Io la volontà di Dio.

 

Gesù tu mi incatenasti a Te e io mi incatenai a Te per  essere tutta tua per  sempre.                                                         

Figlia mia corri dove l’ubbidienza ti chiama la troverai Dio.

 

 La volontà di Dio, è il mio tutto e così sia per te.

 

Così prosegue la riflessione, il viaggio della Madre dal Calvario al Tabernacolo in questa dimensione di volontà di essere dimenticata perché risplenda Dio e non è cosa facile, ripeto, per una natura ricca e volitiva desiderare di sparire agli occhi degli uomini ed annientarsi; un certo orgoglio, nel senso buono, è proprio delle personalità forti che emergono quasi da sole, e quindi, è ancora più difficile per queste persone diventare umili, nascoste e soprattutto volerlo essere.

 

Se pensiamo a come la Madre ha vissuto gli ultimi anni di vita, nella solitudine di Varlungo, lontana dalle sue Figlie; madre Agostina vive davvero quanto scrive. A Varlungo  si concretizzano davvero queste parole: “né con questa né con quella, ma dove vuole Dio e con chi vuole Dio”. Il rischio è quello di commuoversi davanti  a queste espressioni, di considerarle belle, profonde, ma forse troppe volte non si mettono in rapporto con quanto i Servi di Dio stanno vivendo in quel determinato momento.

 

Il suo Cuore immolato a Gesù, ricordava sempre a se stessa:Io invece voglio essere ricordata solo da te o mio Gesù, e vivere nascosta agli occhi di tutti, per quanto mi sarà possibile, vivendo come se sulla terra non esistesse altri se non che te ed io. Dico te ed io; perché in qualsiasi creatura vedrò te, e così vivendo, mi sarà dolce ripetere spesso: sulla terra per me non esiste altri che Dio ed io; io e Dio. Mi sarà anche dolce obbedire e rinnegare la volontà, perché nella volontà delle creature riguarderò il tuo Divin Volere. Mi sarà facile credermi l’ultima di tutte, intendendo di servire nelle persone del prossimo la tua persona e siccome tutta la sostanza della vita spirituale consiste nel distacco da tutto e da tutti ripeterò sempre a me stessa questa frase: né qui, né là, né con questa né con quella, ma dove vuole Dio e con chi vuole Dio.

 

Di qui nasce il grande amore per Gesù Eucaristia; la necessità che Madre Agostina avverte nel visitare spesso il SS. Sacramento; lì Gesù è vivo, vero, reale e presente; nell’Eucaristia. Egli continua ad offrirsi agli uomini ed attende silenziosamente di essere amato. Ricordava: Davanti a Gesù Sacramentato si passano ore felicissime perché ivi si prega, si adora e si ama.

 

Compiuto lo sposalizio, in un’estasi d’amore, sappi sacrificare tutta te stessa a Gesù. Un Dio si dona tutto a te, sicché donati tutta a Lui, e fa che Gesù trovi in te il vero olocausto che sa tutta immolarsi per il suo amore, onde procurargli tutta la sua gloria.

 

Tutta la vita di Madre Agostina è da leggere alla luce di queste semplici, ma grandi parole: “Dio è tutto”. Per lei lo era davvero: lo vedeva e lo abbracciava nei bambini, lo serviva nei malati, negli anziani; correva in suo aiuto quando lo vedeva affaticato nella miseria dei suoi fratelli.

 Per questo non sapeva darsi pace: ogni più piccola sollecitudine della carità la vedeva in movimento, nonostante l’affaticamento e la poca salute; neppure nel momento della prova, quando avrebbe potuto ritirarsi dall’attività, Madre Agostina volle scegliere il riposo: “Servirò gli orfani” e decise di ritirarsi nella casa di Varlungo, presso Firenze dove venivano accolti tanti bambini orfani della I Guerra Mondiale.

Non si considerava però un’eroina o una martire, ma come S. Francesco, uno strumento della carità del Padre; scriveva infatti pensando al giorno della sua morte: “Vieni, o Gesù, a prendermi, perché la mia opera è compiuta. La missione che mi affidasti è finita”.

Madre  Agostina raccomandava di avere le mani sempre pronte al lavoro, ma il cuore sempre in preghiera, unito a Gesù: “Perciò pregate e pregate bene in modo che non vi sia disaccordo tra la lingua ed il cuore perché, come agli uomini, così neanche a Dio piacerebbe un organo od un cembalo discordante con il cuore”.

Per salvare le anime non è necessario andare in missione e compiere grandi imprese; anche le religiose addette ai servizi più semplici e nascosti conquistano anime per il Cielo: “Quante conquiste senz’avvedersene fa pel Cielo una religiosa fervente, bene applicata ai suoi doveri, umile, modesta, dolce, ubbidiente, silenziosa e caritatevole” – scrive la Fondatrice e ancora: “Essa riceverà nel Cielo la corona degli Apostoli, dappoché i suoi esempi, la sua vita edificante sono stati una predicazione bene efficace” (Regola 1916, nn. 340; 341)

Però non voleva delle suore tristi e dall’aspetto severo, anche l’esterno doveva comunicare la gioia della propria donazione a Dio; scrive nella regola del 1916 al n. 290c: “Le rughe della fronte e del naso si debbono schivare, acciocché il volto sia sempre gioviale ed allegro”.

Madre Agostina fu donna dalle grandi intuizioni: capì l’importanza della scuola primaria, cioè materne ed elementare, soprattutto nei paesi piccoli e poveri; capì che l’educazione e la formazione dei bambini e dei giovani sono il primo passo verso una società migliore; Madre Agostina non metteva una pezza sulla miseria, aiutava a capire come fare da soli, come tirarsi fuori e questo lo faceva attraverso un’opera educativa costante e capillare; valorizzò il ruolo della donna nella vita della famiglia, della parrocchia, del paese; le scuole di lavoro che le sue suore conducevano, soprattutto nei centri piccoli e poveri, erano scuole di vita: le ragazze imparavano a scrivere, a leggere, ad essere padrone di un mestiere, si sentivano valorizzate, stimolate a rendere migliore la famiglia che avrebbero formato.

La vita di una buona Religiosa deve essere una continua preghiera anche in mezzo alle maggiori occupazioni che essa deve fare sempre in Dio, per Dio e con Dio.

Madre Agostina fu veramente Madre: fu madre per molti bambini soli, orfani, poveri che nella sua accoglienza  ritrovarono l’affetto della famiglia e la sicurezza di una casa. Negli anni in cui la Madre si trovò ad operare erano tanti i bambini che rimanevano soli: gravi calamità naturali, come l’eruzione del Vesuvio e il terremoto di Messina, distruggevano famiglie intere; la miseria delle regioni meridionali era tanta e spesso causava fame e malattie che lasciavano i bambini senza i genitori; la Prima Guerra Mondiale poi, aggravò la situazione. Tutta la vita di Madre Agostina è segnata da questa folla di bambini soli, in difficoltà che si rivolgono a lei.

Se la preghiera è imposta ad ogni cristia­no, che voglia provvedere all’importante opera della sua salvezza eterna, si rende più che mai necessaria ad una religiosa che, lungi dall’avere diviso il suo cuore tra il mondo e Dio, è chiamata ad essere emanci­pata del tutto e destinata esclusivamente al servizio divino ed alle opere di carità, corroborate dalla continua preghiera.

Buone figliuole, ricordatevi che Iddio prova quelle anime che ama e poi premia quelle anime che ha sottoposto alla prova facciamo sempre la sua adorabile volontà

Le Suore dovevano scomparire in questo loro servizio: essere presenti, ma nascoste; attive, ma non ingombranti, scrive Madre Agostina per se e per le sue Figlie: “Le persone del mondo amano essere ricordate, fare mostra di se stesse, io invece voglio essere ricordata solo da Te o mio Gesù, e vivere nascosta agli occhi di tutti per quanto mi sarà possibile, vivendo come se sulla terra non esistesse altri se non che Te ed io”.

Questo è dunque il programma apostolico di Madre Agostina: “la volontà di Dio è tutto. Nascere nel Cuore di Dio e quivi crescere e morire, uscire da questo Divin Cuore per guadagnargli anime, rientrarvi, per condurre a Lui le su conquiste”.

Ricordatevi, mie buone Figliuole, che l’orazione è una elevazione dello spirito a Dio e che a nulla varrebbero le aride paro­le, quando non fossero accompagnate devo­tamente ed attentamente anche dalla mente e dal cuore. Perciò pregate e pregate bene in modo che non vi sia disaccordo tra la lingua ed il cuore perché, come agli uo­mini, così neanche a Dio piacerebbe un orga­no od un cembalo discordante con il cuore.

 Mie amatissime Figlie, verrà un’altra madre più virtuosa di me, ma non che vi vuole Bene più di me.

 Pensa che ogni preghiera sarà, anzi dovrà essere una scintilla per mantenere in te vivo l'amore a Gesù e la fedeltà all'esatta osservanza della regola. Auguro che di cuore ti fa implorandotela dal Signore.

Madre Agostina fu davvero madre perché, come una Madre sapeva amare, ma amare nel modo giusto; l’ansia di fare il bene, di essere sempre presente là dove si soffre e si presenta una necessità nasce in lei dal grande amore che ha per Gesù: scrive nel  II° Capitolo della Regola che la Suora, nell’osservare i voti e le norme della vita religiosa, “troverà il suo alimento nell’imitazione delle virtù del Divin Cuore e di Nostra Signora” e si occuperanno “con impegno e sacrificio” nelle scuole, nell’insegnamento del catechismo, negli ospedali, negli orfanotrofi, nelle situazioni di maggior bisogno, ma per  “condurre anime al Divin Cuore”; non si tratta quindi solo di lavorare, seppure bene e con precisione, ma di amare e trasmettere amore.

Ricordatevi, mie care Figlie: Costasse pure quanto vale Dio, non costa mai caro.

Mie buone figlie, siate contente di quello che è necessario e non vi preoccupate del domani. Spogliatevi di tutto, mettetelo in comune insieme a quello che la Provvidenza ci manderà col lavoro. Se il Signore nella sua grande bontà, non fa mai mancare il chicco di grano agli uccelli, potrà mai far mancare il necessario alle sue creature specie a coloro che sono le sue spose?”

La Madre viene a voi  col pensiero mentre sta scrivendo la Regola. Regola da Dio ispirata. Con l’esatta osservanza della medesima potremo santificarci Gesù vi benedica sempre.

Bisogna quindi pregare, sempre pregare e non mai arrestarsi dal pregare. Né basta il pregare col solo labbro, occorre pregare più ancora col cuore.

Abbiate  fede  Figlie  Mie, La Provvidenza Non ci Abbandona.

Madre Agostina era dunque capace di armonizzare una vita di grande lavoro, di impegno, di fatica, con una vita di profonda preghiera e di silenzio interiore. Una lezione per l’uomo di oggi che tende invece a separare l’azione dalla contemplazione; che opera magari molto nel settore sociale, ma spesso dimentica proprio la dignità dell’uomo che vuole servire ed aiutare. Madre Agostina insegna che il fratello si serve in tutta la sua interezza, quando è bambino, quando è adulto; quando è giovane e pieno di vita, quando è vecchio e malato.

Il dinamismo di Madre Agostina è questo: mai fermarsi nella carità, ma senza frenesia; mai dire no alla carità, ma senza massificare; mai mettere radici, ma amare sempre ed in modo totale; mai pretendere spazi propri, ma conservare il cuore nel silenzio e nella preghiera; la sua vita si riconduce dunque a quello che può definirsi il suo programma e sul quale invito a riflettere in questi giorni: “Dio sia sempre il tuo tutto, ora e sempre”.

 Bisogna adattarsi a tutto sia da parte del corpo, sia da parte dello Spirito.

Né qui, né là, né con questa né con quella, ma dove vuole Dio e con chi vuole Dio”

Nessuno infatti, che non sia ateo può disconoscere che la nostra religione, la religione di Cristo, sempre monda e immacolata, anche se attraversata dagli empi, oltre alla sua origine tutta divina, è ancora la prima fra le istituzione umanitarie; poiché essa è il mezzo sovrano per provare alla rettitudine dei costumi ed influire moltissimo sul carattere, riformando la vita, specialmente della giovane età, ed insegnare il  modo di regolarla.

A che gioverebbe, infatti, a un cittadino esser fornito di un gran corredo di virtù civili, se, poi, scarseggiasse di quelle che costituiscono le vere virtù dello spirito, delle quali primeggiar deve tutta la grandezza umana.

 Figliuole mie, voglio confezionarmi un paio di scarpe che non facciano rumore, così non vi disturbo quando mi alzo per  pregare!

 Nacqui per te, ora torno a te, per non separarmi  mai  più.

Voglio soffrire, ma soffrire abbracciata a te. Voglio piangere, ma piangere sul tuo Cuore.

Figlie mie, non vi preoccupate, ho uno sposo, sarto per eccellenza, che sa ricucire tutti i brandelli e formare un abito nuovo per la sua Agostinella.

Tale è la Vocazione e lo Spirito dell'Istituto, tale la sua impronta caratteristica. Queste anime costano a Gesù tutto il suo sangue, la sua vita stessa dunque zelo per la salvezza delle anime.

Tu lasciasti a me sul Calvario un testamento di amore compendiato tutto nella vita di amore.  Oh, come mi è dolce richiamare i punti principali che sono: Betlemme, tu davanti a Pilato, tua flagellazione, viaggio al Calvario, Crocifissione, Istituzione della S. Eucaristia.

“Tu Tacesti per mio Amore, è per giusto dunque che io in silenzio soffra per Amor Tuo”

Ricordatevi, mie buone Figliuole, che l’orazione è una elevazione dello spirito a Dio e che a nulla varrebbero le aride parole, quando non fossero accompagnate devo­tamente ed attentamente anche dalla mente e dal cuore. Perciò pregate e pregate bene in modo che non vi sia disaccordo tra la lingua ed il cuore perché, come agli uo­mini, così neanche a Dio piacerebbe un orga­no od un cembalo discordante con il cuore.

“ La sostanza della vita spirituale consiste nel distacco da tutto e da tutti.”

“ La volontà di Dio credetemi, è il mio tutto e così sia per te”

“Nessuna ombra di colpa venga ad offuscare la serenità della mente, tanto necessaria per non fare avvizzire in noi il giglio della purità”

“Non credo inutile ricordarvi la necessità della preghiera e del continuo ricorso a Dio in ogni vostro passo e movimento”

“ Pensa, o Figlia, che tutto e  vanità eccetto amare Dio e servire a Lui solo. Tutto passa, tutto finisce. L’eternità non finisce mai”

Non dire in sua assenza ciò che non diresti in sua presenza.

 Figlia mia corri dove l'ubbidienza ti chiama, la troverai Dio.

 Fate ferme risoluzioni di non cadere negli stessi difetti Altrimenti aumenterete legna a legna per il purgatorio

 Ecco che io ora sono Crocifissa col mio Diletto. Il soffrire è dolce figlia mia, quando è rassegnato. E sublimato dallo spirito di fede.

 Vale più alzare una pagliuzza da terra pe obbedienza, che disciplinarsi a sangue.

Distaccati da tutto ed ama Dio sopra tutte le cose, e negli ammalati riconosci la persona di Gesù, e servili con amore e rispetto.

 Voglia questo caro Gesù testimone delle mie copiosissime lacrime versate ai suoi piedi risvegliare in voi il pensiero del giudizio di Dio.

 Cercare Dio in tutte le cose. Benedire il Suo santo Nome,. Santificare tutti i giorni della vita.

In qualsiasi creatura vedrò te, e così vivendo, mi sarà dolce ripetere spesso: sulla terra per me non esiste altri che Dio ed io; io e Dio. Mi sarà anche dolce obbedire e rinnegare la volontà, perché nella volontà delle creature riguarderò il tuo Divin Volere.

Ebbene o Gesù facciamo lo scambio della volontà io ti do la mia e tu dammi la tua in modo che possa rispondere a me stessa, domandandomi: che cosa fai? Io la volontà di Dio.

Nei momenti liberi correrò ai tuoi piedi onde attingere dal Tabernacolo forza e grazia e gustarne le delizie che ivi si provano febbre di gioia sarà pur dolce ripetere a tutti che davanti a Gesù Sacramentato si passano ore felicissime perché ivi si prega, si adora e si ama.

L’eternità non finisce mai. Dio sia sempre il tuo tutto, ora per sempre.

Che bella meditazione, un Dio unito ad una creatura ad un verme della terra. Un Dio al cui cospetto tremano gli angeli ed a noi ci ammette alla confidenza di sue Spose.

Bada, o figlia, che la scienza è vana, senza la virtù; e che la virtù invece devi tenerla sempre in te e fuori di te.

Compiuto lo sposalizio, in un’estasi d’amore, sappi sacrificare tutta te stessa a Gesù.

Un Dio si dona tutto a te, sicché donati tutta a Lui, e fa che Gesù trovi in te il vero olocausto che sa tutta immolarsi per il suo amore onde procurargli tutta la sua gloria. Dolce legame che unisce il Cuore di un Dio ad una creatura. Che guadagno! Che felicità senza pari!

L’unico ornamento tuo, sia la modestia, e quale tuo maggiore ornamento la circospezione in tutto e per tutto e se mi vuoi veramente bene, procura di dare piacere a Gesù cui essergli fedele, e con chiamarti onoratissima dell’altezza dello stato e cui egli ti ha chiamata di sua Sposa. Stiamo dunque unite in terra ai piedi di Gesù ed all’ombra del Ciborio scambiamo il nostro affetto santo affinché benedetto dal Signore ci riunisca nel cielo ove non ci separeremo più dal nostro Sposo celeste.

L’abito santo che indossi sia un segno dell’abito di gloria che Dio ti ha preparato in Cielo se gli sarai fedele. Dal momento che lo hai indossato giuragli amore e fedeltà eterna.

Pensa spesso che in quest’ostia vi è Gesù il nostro sposo Colui che dovrà farci essere felici per un’eternità. Ricorri a Lui in tutti i tuoi bisogni. E fa che Egli sia il tuo tutto.

Mie Buone Figlie E' consolarvi con il pensiero che l'amore che io vi porto è si vivo, da far tenere un pensiero sempre fisso a voi. Care figlie, i vostri nomi li porto scritti nel taccuino del mio cuore.

Mie buone figliuole, siate contente solo di quello che è necessario e non vi preoccupate del domani, che è riposto nelle mani di Dio!

Spogliatevi di tutto, mettetelo in comune insieme a quello che la Provvidenza ci manderà col lavoro.

Se il Signore nella sua grande bontà, non fa mancare il chicco di grano agli uccelli, potrà mai far mancare il necessario alle sue creature specie a coloro che sono le sue spose.

“ Pensa, o Figlia, che tutto e  vanità  eccetto amare Dio e servire a Lui solo.

In qualsiasi creatura vedrò te, e così vivendo, mi sarà dolce ripetere spesso: sulla terra per me non esiste altri che Dio ed io; io e Dio. Mi sarà anche dolce obbedire e rinnegare la volontà, perché nella volontà delle creature riguarderò il tuo Divin Volere.

Nei momenti liberi correrò ai tuoi piedi onde attingere dal Tabernacolo forza e grazia e gustarne le delizie che ivi si provano febbre di gioia sarà pur dolce ripetere a tutti che davanti a Gesù Sacramentato si passano ore felicissime perché ivi si prega, si adora e si ama.

Un Dio si dona tutto a te, sicché donati tutta a Lui, e fa che Gesù trovi in te il vero olocausto che sa tutta immolarsi per il suo amore onde procurargli tutta la sua gloria. Dolce legame che unisce il Cuore di un Dio ad una creatura. Che guadagno! Che felicità senza pari! Che bella meditazione, un Dio unito ad una creatura ad un verme della terra. Un Dio al cui cospetto tremano gli angeli ed a noi ci ammette alla confidenza di sue Spose.

Bada, o figlia, che la scienza è vana, senza la virtù; e che la virtù invece devi tenerla sempre in te e fuori di te.

L’unico ornamento tuo, sia la modestia, e quale tuo maggiore ornamento la circospezione in tutto e per tutto e se mi vuoi veramente bene, procura di dare piacere a Gesù cui essergli fedele, e con chiamarti onoratissima dell’altezza dello stato e cui egli ti ha chiamata di sua Sposa. Stiamo dunque unite in terra ai piedi di Gesù ed all’ombra del Ciborio scambiamo il nostro affetto santo affinché benedetto dal Signore ci riunisca nel cielo ove non ci separeremo più dal nostro Sposo celeste.

Il silenzio, “virtù che vale un tesoro nascosto, per­ché per esso, come insegna lo Spirito Santo, si acquista la giustizia; e all'anima che si trova come in solitudine, parla Iddio”, viene caldamente suggerito come mezzo privilegiato per mantenere il raccoglimento.

Mi sarà anche dolce obbedire e rinnegare la volontà, perché nella volontà delle creature riguarderò il tuo Divin Volere.

La mia vita è un viaggio continuo. La via ne è la regola che ne forma la strada che dovrò percorrere – strada circondata da siepi nelle quali sta scritto disprezzo, abnegazione, oblio di noi stesse - Via nascosta”

“Considerare la solitudine come un delizioso giardino, come il santuario e la difesa della virtù, come l'asilo della santità”.

“Oh! quante conquiste senza avve­dersene fa per il cielo una religiosa fer­vente, bene applicata ai suoi doveri, umile mode­sta, dolce, obbediente, silenziosa e caritatevole. Essa riceverà nel cielo la corona degli Apo­stoli, dappoiché i suoi esempi, la sua vita edificante sono stati una predicazione ben efficace”.

“La vita di una buona Religiosa deve essere una continua preghiera, anche in mezzo alle mag­giori occupazioni che essa deve fare sempre in Dio, per Dio e con Dio”.

 “O Gesù sul Calvario cerco e voglio la mia dimora perché quivi si formano i santi. Ai piè della Croce offro tutta me stessa quasi qual corredentrice del genere umano.

Dal Calvario riceverò le anime che tu affidi a me e pensando che questa costano il tuo sangue preziosissimo mi sarà pur dolce sacrificare tutta me stessa in continuo olocausto di oblazione alle tante offese che ricevi.

Sì, o Gesù, io mi presento a te qual nuda croce spoglia di tutto affinché tu possa infliggere su di essa le tue stimmate e crocifiggermi fortemente sulla croce con te sì fino alla morte”

“Mai dubitava dell’Assistenza Divina!!!…Un giorno non avevamo nulla da mangiare e l’ora del pranzo si avvicinava… che fare?…“Andiamo da Gesù” – Ella disse – “Egli ci provvederà… Siano figlie della Mamma Sua… non ci farà mancare il necessario sostentamento”. Poco dopo, uscimmo di Chiesa, ci si appressò una donna che ci porse un sacchetto pieno di farina di grano. Commossa fino alle lacrime, chiese subito un grembiale, se lo cinse, prese di quella farina, la sciolse con acqua e sale, prese una padella con l’olio e cominciò a friggere… Pasto frugale, è vero, ma molto appetitoso.

La comunità ne restò ammirata e non dimenticò più l’umiltà della Fondatrice e la sua confidenza in Dio e nella Divina Provvidenza”

Bada, o figlia, che la scienza è vana, senza la virtù; e che la virtù invece devi tenerla sempre in te e fuori di te

Cercare  Dio in tutte le cose. Benedire il Suo santo Nome. Santificare tutti i giorni della vita.

Noi saremo beate, se facessimo ogni cosa per il nostro amoroso Gesù, perché Egli si piglierebbe il pensiero di noi; ed a misura di quanto la nostra confidenza fosse più grande, più  si estenderebbe la sua sollecitudine sulle nostre necessità; e non sarebbe mai da dubitare che Dio ci mancasse, es­sendo il suo amore infinito per l'anima che si riposa in Lui.

Preziosità del Silenzio

Vissuto da Madre Agostina

 

“Quando non rispondi alle offese, quando non reclami i tuoi diritti, quando lasci a Dio la difesa del tuo cuore, 

Il Silenzio é Nitidezza.

 

Quando non riveli i difetti degli altri, quando perdoni senza indagare nel passato,

Il Silenzio è Misericordia.

 

Quando soffri senza lamentarti, quando non cerchi consolazione da nessuno, quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli lentamente,

Il Silenzio è Pazienza.

 

Quando taci per lasciare emergere gli altri, quando cerchi nel riserbo i doni di Dio, quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci ad altri la gloria del potere,

 

Il Silenzio è Umiltà.

 

Quando taci perché è Lui che agisce, quando rinunci ai suoni delle voci del mondo per stare alla Sua presenza, quando non cerchi comprensione, perché ti basta essere conosciuta da Lui,

 

Il Silenzio è Fede.

 

Quando abbracci la Croce senza chiedere “perché?”

 

Il Silenzio è Oblazione.

 

Quando bussi alla porta ed è troppo tardi Lui non ti respinge ma ti apre mostrandoti il Suo volto mite e misericordioso,

 

Il Silenzio è

Adorazione e Beatificazione"

 Mie Buone Figlie

Non vi meravigliate del mio lungo silenzio. Tutte vi ricordo ai piedi di Gesù….

 

 

 

Scrivono:

Sac. Luigi D'Anna

Preposito Curato - Profilo Bibliografico di Suor Maria Agostina di Gesù. 1953

Padre Giuseppe Buono

 Una Storia di Profilo. 1981

Prof. Fausto Baldassarre

La Forestiera (Ida Cassi). 1993

Padre Enrico Lombardi

La Maestra di Varlungo (Madre Agostina di Gesù). 1997

Dott.ssa Francesca Consolini

prosanti@iol.it

Postulatrice della causa di Beatificationi et Canonizationis Congregatio de Causis Sanctorum

Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis.  P. N. 1932 - 2003

Jobel

Film Mistica Colomba - schegge di storia della Serva di Dio - Girato nel 2003

Cav. Massimo Milani

Il Lungo cammino di Madre Cassi - 2005

Una Suora chiamata Madre - 2007

 

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Ultimo aggiornamento: 08-07-07