Lo specchio della
nostra anima deve rispecchiare l'anima bella e candida della Madre
Fondatrice che, innamorata dello Sposo Celeste, pensava di inculcare
nell’animo delle sue Figlie lo spirito di apostolato, di maternità
spirituale, di preghiera e di assoluto abbandono in Dio”.
Affrontare le
esigenze del mondo contemporaneo con lo stesso spirito con il quale le
affrontò madre Agostina, formare in noi questo spirito; formare in noi
una forte “maternità spirituale” che si rivolga di preferenza ai più
poveri e ai più deboli; agire con lo stesso spirito missionario di
carità che animò e sostenne la Fondatrice; sia per noi un mezzo
privilegiato per imparare ed assimilare questo spirito.
Essere Ostie viventi,
“mistiche colombe, che aleggianti intorno al Ciborio viventi in Dio, con
Dio e per Iddio, portare ovunque le insegne di vere Spose di Gesù”;
quindi, come Gesù Eucaristia, sia fatto il Tuo Olocausto, offerta
silenziosa, presenza nascosta e viva.
“La tua Agostinella è
qui”, sicura di ottenere quanto aveva chiesto. Parole di grande
confidenza con Dio, mettiamoci alla sua completa umanità, dicendo io
sono qui o mio Signore fa di me quello che Tu credi sia utile. La
pietà eucaristica, si rafforzi durante la vita che io dedico a Te.
“Nascere nel Cuor di
Dio e quivi crescere e morire; uscire da questo Cuore per guadagnargli
anime e rientrarvi per condurre a Lui le sue conquiste”: quindi solo se
si diventa Ostie viventi, olocausti, si guadagnano anime al Cuore di
Dio. Tre verbi all'infinito, che richiamano tre esperienze
universali: il "nascere", il "crescere" e il "
morire". Tre verbi presentati per vivere non da orfani, disorientati
e abbandonati a se stessi, ma sicuri e felici nel Cuore di Dio.
“Avere unicamente di
mira, mediante l’annientamento di se stessa, la sola gloria di Dio e la
santificazione delle anime”. Al momento della professione, e dei voti,
porremo sul petto il gran suggello del tuo amore: un cuore d’argento che
denota il Tuo programma, cioè un cuor solo ed un’anima sola col Cuor di
Gesù”.
La trasmissione di
poche parole, è significativa e profonda qualora queste parole sono
esaltazione dentro di noi, è una consegna molto semplice, per tracciare
il cammino di una vita da trasmettere di generazione in generazione:
“Amore, fedeltà, sacrificio”.
“Nel guardare dentro
di noi si deve a così dire, non correre, ma, sulle ali dell’amore,
volare nella via della perfezione e confermarsi ogni ora più nella vita
interiore, nell’abnegazione, nello spirito di sacrificio faticando senza
riposo, soffrendo eroicamente, guadagnare anime a Cristo. Non si deve
soccombere, no, ma immolarsi continuamente, dover offrirsi ad ogni ora
vittima di carità al Cuore del suo Signore, finché non sia giunto per
noi l’istante del supremo olocausto, nel quale compirà l’ultima
immolazione”.
“Alla tua vocazione
rispondi, o figlia, col farti santa, unico scopo della giovinetta che si
dà a Dio. Alla religiosa Dio non chiede una vita semplice e comune, ma
uno stato di perfezione e che la virtù sia esercitata al sommo grado”.
Niente vie di mezzo, ma l’ideale di una donazione totale, assoluta,
proprio quella che le anime giovani sanno dare di se stesse.
Anche il servizio più
umile e nascosto, come quello di accudire un malato o una persona
anziana, trova una sublimazione di amore che invita a non fermarsi
sull’aspetto umano del sofferente, ma ad andare sempre oltre, ad
arrivare al Cuore di Gesù; Madre Agostina Ricorda “Figlia, sii buona: il
tuo ufficio è nobile: servire Gesù infermo. Sii dunque l’angelo tutelare
di coloro che soffrono e la benedizione del Cielo sarà con te e il
Paradiso assicurato”.
Io vi ho Amato come
una Mamma, ma ricorda che dovrete agire solo per Dio, fare contento Lui
solo; ci sono anime da salvare e tanto bene da operare. Ricordando:
Contento Lui contenti Tutti
“Se il Signore vi
tolse la Madre – sappiate, mie care, che in me, ne avrete un'altra
affettuosa e premurosa al pari della vostra io aspiro solo alla vostra
vera felicità. Sì, figlie, fatevi sante ed io non vi risparmierò tutti i
mezzi necessari per ottenerlo e sarete le persone più felice di questo
mondo”.
Tutto passa. Tutto
finisce. L’eternità non finisce mai. Dio sia sempre il tuo tutto, ora e
sempre”. “Che la Madonna ti faccia santa”, diceva Madre Agostina, dopo
aver esortato a compiere bene il proprio compito.
Queste parole vanno
lette pensando all’esperienza amarissima che la Madre stava già vivendo
e che, intelligente come era, prevedeva di dover vivere e consumare fino
alle estreme conseguenze: Soffrendo in silenzio, con rassegnazione;
eccone il mezzo: unico vostro studio sia il Crocifisso. A questa sublime
scuola imparate ad imitare Gesù nella via dei disprezzi, dei patimenti
che devono essere il nostro retaggio. Sì, Gesù Crocifisso sia il vostro
modello, il vostro specchio e in tutto dite: Come avrebbe operato Gesù?
Per formarci e
vivere profondamente unite a Dio; Madre Agostina ci invita, e non
possiamo fare a meno di rileggere quel che ella scrive “dopo di aver
lungamente pregato”; parole che vanno lette alla luce di quello che la
Fondatrice vive e sta vivendo;
Mie buone Figlie, nel
silenzio vi dirigo due parole. A che veniste in religione? Per farvi
sante: ecco il fine per cui foste chiamate. Questa è la risposta che mi
avreste data se ero vicina a Voi. Ebbene, o Figlie, fatevi sante,
operando unicamente per Iddio. E’ Lui che dobbiamo contentare e,
contento Lui, contenti tutti.
Bisogna trasmettere
cose tanto semplici, ma buone, sentimenti e desideri grandi, desideri di
santità: “Pensa spesso che in quest’ostia c’è Gesù, il nostro Sposo che
dovrà farci essere felici per un’eternità. Ricorri a Lui in tutti i tuoi
bisogni. E fa che Egli sia il tuo tutto. Pensa, o figlia, che tutto è
vanità, eccetto amare Iddio e servire a Lui solo.
“La mia vita è un
viaggio continuo”, ma un viaggio verso Dio in compagnia di Gesù.
Nelle sofferenze: e
che cosa non ha sofferto Gesù per noi? Nelle opere di carità in sollievo
delle anime, ripetete: Queste anime costano a Gesù tutto il suo sangue,
la sua vita stessa; dunque zelo per la salvezza delle anime. Chiudo
questa mia col darvi cinque ricordi:
-
Dio presente in tutto
-
Retta intenzione nell’operare
-
Il Crocifisso nostro modello
-
Operare, soffrire e tacere sia il nostro studio principale
-
Prendete Maria Santissima per vostra Maestra delle Novizie,
amatela, imitatene le virtù.
Eccoti le mie mani che intendo
crocifiggere lavorando unicamente per Te: I miei piedi camminando solo
per dare piacere a Te per procurare la Tua gloria. Eccoti il mio capo
affinché sia coronato sempre da pensieri umili di rette intenzioni
nell’operare, dello spirito di fede, della presenza continua di Dio”.
Eccoti il mio corpo o Gesù, che d’ora in
avanti voglio spiritualmente flagellare mortificare continuamente i
sensi, e reprimendone a preferenza la collera, ed i risentimenti ancor
leggieri, onde, morire a me stessa, e così acquistare l’uguaglianza di
carattere; virtù propria delle anime che si consacrano a te.
Sì, o Gesù, io mi presento a te qual nuda
croce spoglia di tutto affinché tu possa infliggere su di essa le tue
stimmate e crocifiggermi fortemente sulla croce con te sì fino alla
morte.
Ogni giorno nella gioia della Pasqua che
si rinnova nell’Eucaristia che le dà la forza di riprendere il cammino.
Un silenzio che diventa offerta per la salvezza delle anime: Io pure o
Gesù mio, a tuo esempio a preferenza tacerò sempre; quando, sarò
accusata innocentemente ripetendo a me stessa. Egli lo sa e mi ama.
intendo dirti che mi basta che tu sappia che io sono innocente; intendo
ripeterti; che tu tacesti per mio amore, è pur giusto dunque che io in
silenzio soffra per amor tuo.
Dalla pace raccolta
della Grotta di Betlemme, fino alla via dolora che conduce al Calvario
ed alla Croce, la Figlia di N. Signora del S. Cuore cammina vicino a
Gesù: gioisce con Lui per le anime salvate; da lui impara l’umiltà ed il
nascondimento; si china come Lui e con Lui ad accogliere i bambini, a
curare i malati, a confortare chi soffre; e con Gesù accetta la
sofferenza, l’abbandono, la Croce; con Gesù risorge.
Non credo sia inutile
ricordarci la necessità della preghiera e nel continuo ricorso a Dio in
ogni vostro passo e movimento.
“Alla tua vocazione
rispondi, o figlia, col farti santa, unico scopo di una giovinetta che
si dà a Dio.
Dalla religiosa, Dio
non richiede una vita semplice e comune, ma uno stato di perfezione e
che la virtù sia esercitata al sommo grado.
Ti esorto a ciò e sì facendo sarai felice
con l’esercizio eroico delle virtù".
“Dentro ad una borsettina con l’immagine
tua, ed in qualsiasi occasione stringendoti ripeterò: Gesù guardami,
Gesù aiutami, Gesù mio offro tutto a te”.
Ricordiamo sempre chi
siamo, doniamoci a Lui.
Davanti a Gesù si
passano ore felicissime perché ivi si prega, si adora e si ama.
Dio sia sempre il tuo
tutto ora e sempre.
Ripeterò spesso:
sulla terra per me non esiste altri che Dio e Io, Io e Dio.
Una Figlia di Nostra
Signora del Sacro Cuore deve essere l’impronta vivente della carità
Divina che opera.
Ai piedi della Croce
offro tutta me stessa.
Il lavoro il tuo
diritto. L’esame di coscienza il tuo libro.
Voglio piangere, ma
piangere sul tuo cuore.
Nacqui per Te, ora
torno da Te, per non separarmi mai più.
Tu Tacesti per mio
amore, è pur giusto dunque che io in silenzio soffra per amor tuo.
Ebbene Gesù facciamo
lo scambio della volontà io ti do la mia e tu dammi la tua in modo che
possa rispondere a me stessa, domandandomi che cosa fai? Io la volontà
di Dio.
Gesù tu mi
incatenasti a Te e io mi incatenai a Te per essere tutta tua per
sempre.
Figlia mia corri dove
l’ubbidienza ti chiama la troverai Dio.
La volontà di Dio, è
il mio tutto e così sia per te.
Così prosegue la riflessione, il viaggio
della Madre dal Calvario al Tabernacolo in questa dimensione di volontà
di essere dimenticata perché risplenda Dio e non è cosa facile, ripeto,
per una natura ricca e volitiva desiderare di sparire agli occhi degli
uomini ed annientarsi; un certo orgoglio, nel senso buono, è proprio
delle personalità forti che emergono quasi da sole, e quindi, è ancora
più difficile per queste persone diventare umili, nascoste e soprattutto
volerlo essere.
Se pensiamo a come la Madre ha vissuto
gli ultimi anni di vita, nella solitudine di Varlungo, lontana dalle sue
Figlie; madre Agostina vive davvero quanto scrive. A Varlungo si
concretizzano davvero queste parole: “né con questa né con quella, ma
dove vuole Dio e con chi vuole Dio”. Il rischio è quello di commuoversi
davanti a queste espressioni, di considerarle belle, profonde, ma forse
troppe volte non si mettono in rapporto con quanto i Servi di Dio stanno
vivendo in quel determinato momento.
Il suo Cuore immolato a Gesù, ricordava
sempre a se stessa:Io invece voglio essere ricordata solo da te o mio
Gesù, e vivere nascosta agli occhi di tutti, per quanto mi sarà
possibile, vivendo come se sulla terra non esistesse altri se non che te
ed io. Dico te ed io; perché in qualsiasi creatura vedrò te, e così
vivendo, mi sarà dolce ripetere spesso: sulla terra per me non esiste
altri che Dio ed io; io e Dio. Mi sarà anche dolce obbedire e rinnegare
la volontà, perché nella volontà delle creature riguarderò il tuo Divin
Volere. Mi sarà facile credermi l’ultima di tutte, intendendo di servire
nelle persone del prossimo la tua persona e siccome tutta la sostanza
della vita spirituale consiste nel distacco da tutto e da tutti ripeterò
sempre a me stessa questa frase: né qui, né là, né con questa né con
quella, ma dove vuole Dio e con chi vuole Dio.
Di qui nasce il grande amore per Gesù
Eucaristia; la necessità che Madre Agostina avverte nel visitare spesso
il SS. Sacramento; lì Gesù è vivo, vero, reale e presente;
nell’Eucaristia. Egli continua ad offrirsi agli uomini ed attende
silenziosamente di essere amato. Ricordava: Davanti a Gesù Sacramentato
si passano ore felicissime perché ivi si prega, si adora e si ama.
Compiuto lo sposalizio, in un’estasi
d’amore, sappi sacrificare tutta te stessa a Gesù. Un Dio si dona tutto
a te, sicché donati tutta a Lui, e fa che Gesù trovi in te il vero
olocausto che sa tutta immolarsi per il suo amore, onde procurargli
tutta la sua gloria.
Tutta la vita di
Madre Agostina è da leggere alla luce di queste semplici, ma grandi
parole: “Dio è tutto”. Per lei lo era davvero: lo vedeva e lo
abbracciava nei bambini, lo serviva nei malati, negli anziani; correva
in suo aiuto quando lo vedeva affaticato nella miseria dei suoi
fratelli.
Per
questo non sapeva darsi pace: ogni più piccola sollecitudine della
carità la vedeva in movimento, nonostante l’affaticamento e la poca
salute; neppure nel momento della prova, quando avrebbe potuto ritirarsi
dall’attività, Madre Agostina volle scegliere il riposo: “Servirò gli
orfani” e decise di ritirarsi nella casa di Varlungo, presso Firenze
dove venivano accolti tanti bambini orfani della I Guerra Mondiale.
Non si considerava
però un’eroina o una martire, ma come S. Francesco, uno strumento della
carità del Padre; scriveva infatti pensando al giorno della sua morte:
“Vieni, o Gesù, a prendermi, perché la mia opera è compiuta. La missione
che mi affidasti è finita”.
Madre Agostina
raccomandava di avere le mani sempre pronte al lavoro, ma il cuore
sempre in preghiera, unito a Gesù: “Perciò pregate e pregate bene in
modo che non vi sia disaccordo tra la lingua ed il cuore perché, come
agli uomini, così neanche a Dio piacerebbe un organo od un cembalo
discordante con il cuore”.
Per salvare le anime
non è necessario andare in missione e compiere grandi imprese; anche le
religiose addette ai servizi più semplici e nascosti conquistano anime
per il Cielo: “Quante conquiste senz’avvedersene fa pel Cielo una
religiosa fervente, bene applicata ai suoi doveri, umile, modesta,
dolce, ubbidiente, silenziosa e caritatevole” – scrive la Fondatrice e
ancora: “Essa riceverà nel Cielo la corona degli Apostoli, dappoché i
suoi esempi, la sua vita edificante sono stati una predicazione bene
efficace” (Regola 1916,
nn. 340; 341)
Però non voleva delle
suore tristi e dall’aspetto severo, anche l’esterno doveva comunicare la
gioia della propria donazione a Dio; scrive nella regola del 1916 al n. 290c: “Le rughe della fronte e del naso si
debbono schivare, acciocché il volto sia sempre gioviale ed allegro”.
Madre Agostina fu
donna dalle grandi intuizioni: capì l’importanza della scuola primaria,
cioè materne ed elementare, soprattutto nei paesi piccoli e poveri; capì
che l’educazione e la formazione dei bambini e dei giovani sono il primo
passo verso una società migliore; Madre Agostina non metteva una pezza
sulla miseria, aiutava a capire come fare da soli, come tirarsi fuori e
questo lo faceva attraverso un’opera educativa costante e capillare;
valorizzò il ruolo della donna nella vita della famiglia, della
parrocchia, del paese; le scuole di lavoro che le sue suore conducevano,
soprattutto nei centri piccoli e poveri, erano scuole di vita: le
ragazze imparavano a scrivere, a leggere, ad essere padrone di un
mestiere, si sentivano valorizzate, stimolate a rendere migliore la
famiglia che avrebbero formato.
La vita di una buona
Religiosa deve essere una continua preghiera anche in mezzo alle maggiori
occupazioni che essa deve fare sempre in Dio, per Dio e con Dio.
Madre Agostina fu
veramente Madre: fu madre per molti bambini soli, orfani, poveri che
nella sua accoglienza ritrovarono l’affetto della famiglia e la
sicurezza di una casa. Negli anni in cui la Madre si trovò ad operare
erano tanti i bambini che rimanevano soli: gravi calamità naturali, come
l’eruzione del Vesuvio e il terremoto di Messina, distruggevano famiglie
intere; la miseria delle regioni meridionali era tanta e spesso causava
fame e malattie che lasciavano i bambini senza i genitori; la Prima
Guerra Mondiale poi, aggravò la situazione. Tutta la vita di Madre
Agostina è segnata da questa folla di bambini soli, in difficoltà che si
rivolgono a lei.
Se la preghiera è
imposta ad ogni cristiano, che voglia provvedere all’importante opera
della sua salvezza eterna, si rende più che mai necessaria ad una
religiosa che, lungi dall’avere diviso il suo cuore tra il mondo e Dio,
è chiamata ad essere emancipata del tutto e destinata esclusivamente al
servizio divino ed alle opere di carità, corroborate dalla continua
preghiera.
Buone figliuole,
ricordatevi che Iddio prova quelle anime che ama e poi premia quelle
anime che ha sottoposto alla prova
facciamo sempre la sua adorabile volontà
Le Suore dovevano
scomparire in questo loro servizio: essere presenti, ma nascoste;
attive, ma non ingombranti, scrive Madre Agostina per se e per le sue
Figlie: “Le persone del mondo amano essere ricordate, fare mostra di se
stesse, io invece voglio essere ricordata solo da Te o mio Gesù, e
vivere nascosta agli occhi di tutti per quanto mi sarà possibile,
vivendo come se sulla terra non esistesse altri se non che Te ed io”.
Questo è dunque il
programma apostolico di Madre Agostina: “la volontà di Dio è tutto.
Nascere nel Cuore di Dio e quivi crescere e morire, uscire da questo
Divin Cuore per guadagnargli anime, rientrarvi, per condurre a Lui le su
conquiste”.
Ricordatevi,
mie buone Figliuole, che l’orazione è una elevazione dello spirito a Dio
e che a nulla varrebbero le aride parole, quando non fossero
accompagnate devotamente ed attentamente anche dalla mente e dal cuore.
Perciò pregate e pregate bene in modo che non vi sia disaccordo tra la
lingua ed il cuore perché, come agli uomini, così neanche a Dio
piacerebbe un organo od un cembalo discordante con il cuore.
Mie
amatissime Figlie, verrà un’altra madre più virtuosa di me, ma non che
vi vuole Bene più di me.
Pensa
che ogni preghiera sarà, anzi dovrà essere una scintilla per mantenere
in te vivo l'amore a Gesù e la fedeltà all'esatta osservanza della
regola. Auguro che di cuore ti fa implorandotela dal Signore.
Madre Agostina fu
davvero madre perché, come una Madre sapeva amare, ma amare nel modo
giusto; l’ansia di fare il bene, di essere sempre presente là dove si
soffre e si presenta una necessità nasce in lei dal grande amore che ha
per Gesù: scrive nel II° Capitolo della Regola che la Suora,
nell’osservare i voti e le norme della vita religiosa, “troverà il suo
alimento nell’imitazione delle virtù del Divin Cuore e di Nostra
Signora” e si occuperanno “con impegno e sacrificio” nelle scuole,
nell’insegnamento del catechismo, negli ospedali, negli orfanotrofi,
nelle situazioni di maggior bisogno, ma per “condurre anime al Divin
Cuore”; non si tratta quindi solo di lavorare, seppure bene e con
precisione, ma di amare e trasmettere amore.
Ricordatevi, mie care
Figlie: Costasse pure quanto vale Dio, non costa mai caro.
Mie buone figlie,
siate contente di quello che è necessario e non vi preoccupate del
domani. Spogliatevi di tutto, mettetelo in comune insieme a quello che
la Provvidenza ci manderà col lavoro. Se il Signore nella sua grande
bontà, non fa mai mancare il chicco di grano agli uccelli, potrà mai far
mancare il necessario alle sue creature specie a coloro che sono le sue
spose?”
La Madre viene a voi
col pensiero mentre sta scrivendo la Regola. Regola da Dio ispirata. Con
l’esatta osservanza della medesima potremo santificarci Gesù vi benedica
sempre.
Bisogna quindi
pregare, sempre pregare e non mai arrestarsi dal pregare. Né basta il
pregare col solo labbro, occorre pregare più ancora col cuore.
Abbiate fede Figlie Mie, La Provvidenza Non ci Abbandona.
Madre Agostina era dunque capace di
armonizzare una vita di grande lavoro, di impegno, di fatica, con una
vita di profonda preghiera e di silenzio interiore. Una lezione per
l’uomo di oggi che tende invece a separare l’azione dalla
contemplazione; che opera magari molto nel settore sociale, ma spesso
dimentica proprio la dignità dell’uomo che vuole servire ed aiutare.
Madre Agostina insegna che il fratello si serve in tutta la sua
interezza, quando è bambino, quando è adulto; quando è giovane e pieno
di vita, quando è vecchio e malato.
Il dinamismo di Madre
Agostina è questo: mai fermarsi nella carità, ma senza frenesia; mai
dire no alla carità, ma senza massificare; mai mettere radici, ma amare
sempre ed in modo totale; mai pretendere spazi propri, ma conservare il
cuore nel silenzio e nella preghiera; la sua vita si riconduce dunque a
quello che può definirsi il suo programma e sul quale invito a
riflettere in questi giorni: “Dio sia sempre il tuo tutto, ora e
sempre”.
Bisogna
adattarsi a tutto sia da parte del corpo, sia da parte dello Spirito.
“Né
qui, né là, né con questa né con quella, ma dove vuole Dio e con chi
vuole Dio”
Nessuno infatti, che non sia ateo può
disconoscere che la nostra religione, la religione di Cristo, sempre
monda e immacolata, anche se attraversata dagli empi, oltre alla sua
origine tutta divina, è ancora la prima fra le istituzione umanitarie;
poiché essa è il mezzo sovrano per provare alla rettitudine dei costumi
ed influire moltissimo sul carattere, riformando la vita, specialmente
della giovane età, ed insegnare il modo di regolarla.
A che gioverebbe,
infatti, a un cittadino esser fornito di un gran corredo di virtù
civili, se, poi, scarseggiasse di quelle che costituiscono le vere virtù
dello spirito, delle quali primeggiar deve tutta la grandezza umana.
Figliuole
mie, voglio confezionarmi un paio di scarpe che non facciano rumore,
così non vi disturbo quando mi alzo per pregare!
Nacqui per te, ora
torno a te, per non separarmi mai più.
Voglio soffrire, ma soffrire abbracciata
a te. Voglio piangere, ma piangere sul tuo Cuore.
Figlie mie, non vi preoccupate, ho uno
sposo, sarto per eccellenza, che sa ricucire tutti i brandelli e formare
un abito nuovo per la sua Agostinella.
Tale è la Vocazione e
lo Spirito dell'Istituto, tale la sua impronta caratteristica. Queste
anime costano a Gesù tutto il suo sangue, la sua vita stessa dunque zelo
per la salvezza delle anime.
Tu lasciasti a me sul Calvario un testamento di amore
compendiato tutto nella vita di amore. Oh, come mi è dolce richiamare i
punti principali che sono: Betlemme, tu davanti a Pilato, tua
flagellazione, viaggio al Calvario, Crocifissione, Istituzione della S.
Eucaristia.
“Tu Tacesti per mio Amore, è per giusto
dunque che io in silenzio soffra per Amor Tuo”
Ricordatevi, mie buone Figliuole, che l’orazione è una elevazione dello
spirito a Dio e che a nulla varrebbero le aride parole, quando non
fossero accompagnate devotamente ed attentamente anche dalla mente e
dal cuore. Perciò pregate e pregate bene in modo che non vi sia
disaccordo tra la lingua ed il cuore perché, come agli uomini, così
neanche a Dio piacerebbe un organo od un cembalo discordante con il
cuore.
“ La sostanza della
vita spirituale consiste nel distacco da tutto e da tutti.”
“ La volontà di Dio
credetemi, è il mio tutto e così sia per te”
“Nessuna ombra di
colpa venga ad offuscare la serenità della mente, tanto necessaria per
non fare avvizzire in noi il giglio della purità”
“Non credo inutile
ricordarvi la necessità della preghiera e del continuo ricorso a Dio in
ogni vostro passo e movimento”
“ Pensa, o Figlia,
che tutto e vanità eccetto amare Dio e servire a Lui solo. Tutto passa,
tutto finisce. L’eternità non finisce mai”
Non dire in sua
assenza ciò che non diresti in sua presenza.
Figlia
mia corri dove l'ubbidienza ti chiama, la troverai Dio.
Fate
ferme risoluzioni di non cadere negli stessi difetti Altrimenti
aumenterete legna a legna per il purgatorio
Ecco
che io ora sono Crocifissa col mio Diletto. Il soffrire è dolce figlia
mia, quando è rassegnato. E sublimato dallo spirito di fede.
Vale più alzare una
pagliuzza da terra pe obbedienza, che disciplinarsi a sangue.
Distaccati da tutto
ed ama Dio sopra tutte le cose, e negli ammalati riconosci la persona di
Gesù, e servili con amore e rispetto.
Voglia questo caro
Gesù testimone delle mie copiosissime lacrime versate ai suoi piedi
risvegliare in voi il pensiero del giudizio di Dio.
Cercare Dio in tutte
le cose. Benedire il Suo santo Nome,. Santificare tutti i giorni della
vita.
In qualsiasi creatura
vedrò te, e così vivendo, mi sarà dolce ripetere spesso: sulla terra per
me non esiste altri che Dio ed io; io e Dio. Mi sarà anche dolce
obbedire e rinnegare la volontà, perché nella volontà delle creature
riguarderò il tuo Divin Volere.
Ebbene o Gesù
facciamo lo scambio della volontà io ti do la mia e tu dammi la tua in
modo che possa rispondere a me stessa, domandandomi: che cosa fai? Io la
volontà di Dio.
Nei momenti liberi
correrò ai tuoi piedi onde attingere dal Tabernacolo forza e grazia e
gustarne le delizie che ivi si provano febbre di gioia sarà pur dolce
ripetere a tutti che davanti a Gesù Sacramentato si passano ore
felicissime perché ivi si prega, si adora e si ama.
L’eternità non
finisce mai. Dio sia sempre il tuo tutto, ora per sempre.
Che bella
meditazione, un Dio unito ad una creatura ad un verme della terra. Un
Dio al cui cospetto tremano gli angeli ed a noi ci ammette alla
confidenza di sue Spose.
Bada, o figlia, che la scienza è vana,
senza la virtù; e che la virtù invece devi tenerla sempre in te e fuori
di te.
Compiuto lo
sposalizio, in un’estasi d’amore, sappi sacrificare tutta te stessa a
Gesù.
Un Dio si dona tutto a te, sicché donati
tutta a Lui, e fa che Gesù trovi in te il vero olocausto che sa tutta
immolarsi per il suo amore onde procurargli tutta la sua gloria. Dolce
legame che unisce il Cuore di un Dio ad una creatura. Che guadagno! Che
felicità senza pari!
L’unico ornamento tuo, sia la modestia, e
quale tuo maggiore ornamento la circospezione in tutto e per tutto e se
mi vuoi veramente bene, procura di dare piacere a Gesù cui essergli
fedele, e con chiamarti onoratissima dell’altezza dello stato e cui egli
ti ha chiamata di sua Sposa. Stiamo dunque unite in terra ai piedi di
Gesù ed all’ombra del Ciborio scambiamo il nostro affetto santo affinché
benedetto dal Signore ci riunisca nel cielo ove non ci separeremo più
dal nostro Sposo celeste.
L’abito santo che indossi sia un segno
dell’abito di gloria che Dio ti ha preparato in Cielo se gli sarai
fedele. Dal momento che lo hai indossato giuragli amore e fedeltà
eterna.
Pensa spesso che in quest’ostia vi è Gesù
il nostro sposo Colui che dovrà farci essere felici per un’eternità.
Ricorri a Lui in tutti i tuoi bisogni. E fa che Egli sia il tuo tutto.
Mie Buone Figlie
E' consolarvi con il
pensiero che l'amore che io vi porto è si vivo, da far tenere un
pensiero sempre fisso a voi.
Care figlie, i vostri
nomi li porto scritti nel taccuino del mio cuore.
Mie buone figliuole,
siate contente solo di quello che è necessario e non vi preoccupate del
domani, che è riposto nelle mani di Dio!
Spogliatevi di tutto,
mettetelo in comune insieme a quello che la Provvidenza ci manderà col
lavoro.
Se
il Signore nella sua grande bontà, non fa mancare il chicco di grano
agli uccelli, potrà mai far mancare il necessario alle sue creature
specie a coloro che sono le sue spose.
“
Pensa, o Figlia, che tutto e vanità eccetto amare Dio e servire a Lui
solo.
In qualsiasi creatura
vedrò te, e così vivendo, mi sarà dolce ripetere spesso: sulla terra per
me non esiste altri che Dio ed io; io e Dio.
Mi sarà
anche dolce obbedire e rinnegare la volontà, perché nella volontà delle
creature riguarderò il tuo Divin Volere.
Nei momenti liberi correrò ai tuoi piedi
onde attingere dal Tabernacolo forza e grazia e gustarne le delizie che
ivi si provano febbre di gioia sarà pur dolce ripetere a tutti che
davanti a Gesù Sacramentato si passano ore felicissime perché ivi si
prega, si adora e si ama.
Un Dio si dona tutto
a te, sicché donati tutta a Lui, e fa che Gesù trovi in te il vero
olocausto che sa tutta immolarsi per il suo amore onde procurargli tutta
la sua gloria.
Dolce legame che unisce
il Cuore di un Dio ad una creatura. Che guadagno! Che felicità senza
pari!
Che bella meditazione, un Dio unito ad una creatura ad un verme della
terra. Un Dio al cui cospetto tremano gli angeli ed a noi ci ammette
alla confidenza di sue Spose.
Bada, o figlia, che
la scienza è vana, senza la virtù; e che la virtù invece devi tenerla
sempre in te e fuori di te.
L’unico ornamento tuo,
sia la modestia, e quale tuo maggiore ornamento la circospezione in
tutto e per tutto e se mi vuoi veramente bene, procura di dare piacere a
Gesù cui essergli fedele, e con chiamarti onoratissima dell’altezza
dello stato e cui egli ti ha chiamata di sua Sposa. Stiamo dunque unite
in terra ai piedi di Gesù ed all’ombra del Ciborio scambiamo il nostro
affetto santo affinché benedetto dal Signore ci riunisca nel cielo ove
non ci separeremo più dal nostro Sposo celeste.
Il silenzio, “virtù
che vale un tesoro nascosto, perché per esso, come insegna lo Spirito
Santo, si acquista la giustizia; e all'anima che si trova come in
solitudine, parla Iddio”, viene caldamente suggerito come mezzo
privilegiato per mantenere il raccoglimento.
Mi sarà anche dolce
obbedire e rinnegare la volontà, perché nella volontà delle creature
riguarderò il tuo Divin Volere.
La mia vita è un
viaggio continuo. La via ne è la regola che ne forma la strada che dovrò
percorrere – strada circondata da siepi nelle quali sta scritto
disprezzo, abnegazione, oblio di noi stesse - Via nascosta”
“Considerare la
solitudine come un delizioso giardino, come il santuario e la difesa
della virtù, come l'asilo della santità”.
“Oh! quante conquiste
senza avvedersene fa per il cielo una religiosa fervente, bene
applicata ai suoi doveri, umile modesta, dolce, obbediente, silenziosa
e caritatevole. Essa riceverà nel cielo la corona degli Apostoli,
dappoiché i suoi esempi, la sua vita edificante sono stati una
predicazione ben efficace”.
“La vita di una buona
Religiosa deve essere una continua preghiera, anche in mezzo alle
maggiori occupazioni che essa deve fare sempre in Dio, per Dio e con
Dio”.
“O Gesù sul
Calvario cerco e voglio la mia dimora perché quivi si formano i santi.
Ai piè della Croce offro tutta me stessa quasi qual corredentrice del
genere umano.
Dal Calvario riceverò
le anime che tu affidi a me e pensando che questa costano il tuo sangue
preziosissimo mi sarà pur dolce sacrificare tutta me stessa in continuo
olocausto di oblazione alle tante offese che ricevi.
Sì, o Gesù, io mi
presento a te qual nuda croce spoglia di tutto affinché tu possa
infliggere su di essa le tue stimmate e crocifiggermi fortemente sulla
croce con te sì fino alla morte”
“Mai dubitava
dell’Assistenza Divina!!!…Un giorno non avevamo nulla da mangiare e
l’ora del pranzo si avvicinava… che fare?…“Andiamo da Gesù” – Ella disse
– “Egli ci provvederà… Siano figlie della Mamma Sua… non ci farà mancare
il necessario sostentamento”. Poco dopo, uscimmo di Chiesa, ci si
appressò una donna che ci porse un sacchetto pieno di farina di grano.
Commossa fino alle lacrime, chiese subito un grembiale, se lo cinse,
prese di quella farina, la sciolse con acqua e sale, prese una padella
con l’olio e cominciò a friggere… Pasto frugale, è vero, ma molto
appetitoso.
La comunità ne restò
ammirata e non dimenticò più l’umiltà della Fondatrice e la sua
confidenza in Dio e nella Divina Provvidenza”
Bada, o figlia, che
la scienza è vana, senza la virtù; e che la virtù invece devi tenerla
sempre in te e fuori di te
Cercare Dio in tutte
le cose. Benedire il Suo santo Nome. Santificare tutti i giorni della
vita.
Noi saremo beate, se
facessimo ogni cosa per il nostro amoroso Gesù, perché Egli si
piglierebbe il pensiero di noi; ed a misura di quanto la nostra
confidenza fosse più grande, più si estenderebbe la sua sollecitudine
sulle nostre necessità; e non sarebbe mai da dubitare che Dio ci
mancasse, essendo il suo amore infinito per l'anima che si riposa in
Lui.
Preziosità del Silenzio
Vissuto da Madre Agostina
“Quando non rispondi alle offese,
quando non reclami i tuoi diritti, quando lasci a Dio la difesa del tuo
cuore,
Il Silenzio
é Nitidezza.
Quando non riveli
i difetti degli altri, quando perdoni senza indagare nel passato,
Il Silenzio
è Misericordia.
Quando soffri
senza lamentarti, quando non cerchi consolazione da nessuno, quando non
intervieni, ma attendi che il seme germogli lentamente,
Il Silenzio
è Pazienza.
Quando taci per
lasciare emergere gli altri, quando cerchi nel riserbo i doni di Dio,
quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci ad
altri la gloria del potere,
Il Silenzio è
Umiltà.
Quando taci
perché è Lui che agisce, quando rinunci ai suoni delle voci del mondo
per stare alla Sua presenza, quando non cerchi comprensione, perché ti
basta essere conosciuta da Lui,
Il Silenzio è
Fede.
Quando abbracci la Croce senza
chiedere “perché?”
Il Silenzio è
Oblazione.
Quando bussi alla porta ed è troppo
tardi Lui non ti respinge ma ti apre mostrandoti il Suo volto mite e
misericordioso,
Il Silenzio è
Adorazione e
Beatificazione"
Mie
Buone Figlie
Non vi
meravigliate del mio lungo silenzio. Tutte vi ricordo ai piedi di Gesù….

Scrivono:
Sac. Luigi D'Anna
Preposito Curato -
Profilo Bibliografico di Suor Maria Agostina di Gesù. 1953
Padre Giuseppe Buono
Una Storia di
Profilo. 1981
Prof. Fausto Baldassarre
La
Forestiera (Ida Cassi). 1993
Padre Enrico Lombardi
La Maestra di
Varlungo (Madre Agostina di Gesù). 1997
Dott.ssa Francesca Consolini
prosanti@iol.it
Postulatrice della causa di
Beatificationi et Canonizationis Congregatio
de Causis Sanctorum
Positio super vita, virtutibus et fama
sanctitatis. P. N. 1932 - 2003
Jobel
Film Mistica Colomba - schegge
di storia della Serva di Dio - Girato nel 2003
Cav. Massimo Milani
Il Lungo cammino di
Madre Cassi -
2005
Una Suora
chiamata Madre - 2007